Contributi alle imprese a sostegno delle politiche per la famiglia

Cosa frena le coppie italiane nell’idea di fare figli?

Una delle risposte è la trascurata politica a sostegno delle famiglie.

In controtendenza, il governo ha sviluppato #RiParto, bando del DPCM (Dipartimento Politiche della Famiglia) stanziando 50 milioni di euro per le imprese che sosterranno le lavoratrici con adeguate politiche di welfare coerenti con gli obiettivi descritti.

Il tasso di denatalità parla chiaro: le lavoratrici che decidono di avere un figlio sono penalizzate.

Dati alla mano, le donne italiane sono occupate nel 75% dei casi se non hanno figli, ma il tasso precipita al 53,9% quando ne hanno almeno uno.

In assenza di politiche di welfare, il sostegno delle madri che lavorano è sempre stato caricato sulle imprese che le assumono.

Per invertire questo andamento servono misure di sostegno alle aziende che sostengano la permanenza al lavoro dei neo genitori.

Da questo nasce il bando della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Grazie ai fondi dello Stato, l’azienda può premiare con più denaro in busta paga, servizi, tempo e attenzione le donne che hanno figli.

Si chiama welfare a sostegno della famiglia, si traduce in fondi all’impresa che decide di introdurle.

Le spese ammissibili sono:

•      spese di personale interno (anche per la sostituzione tmporanea, con assunzione a tempo determinato part time di nuove risorse) e di consulenza esterna;

•      costi relativi a strumentazioni, attrezzature, immobili e terreni nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto;

•      costi della ricerca contrattuale, delle competenze e dei brevetti acquisiti e ottenuti in licenza da fonti esterne alle normali condizioni di mercato;

•      spese generali supplementari

•     azioni a sostegno della flessibilità oraria e organizzativa – banca del tempo, ferie e permessi aggiuntivi pagati, smart working e telelavoro;

•    iniziative di formazione e aggiornamento rivolte alle lavoratrici per l’accompagnamento al rientro al lavoro dopo la maternità e/o il congedo parentale – aggiornamento professionale, formazione, percorsi di coaching o counseling.

Il valore di ogni progetto tiene conto della dimensione aziendale: per le più piccole, fino a 10 dipendenti; il valore del progetto non deve essere inferiore a 15.000,00 euro

È possibile considerare anche progetti con rete istituzionale.

Scadenza per la presentazione delle richieste: 5 settembre 2022

Il bando completo sul sito del governo


Sabrina di Napoli

grafiche di Alice Breda

Le puntate di Lavoro Informa su questo tema:

Imprenditoria Femminile

Sostenibilità Sociale

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