Intervista a Tommaso Francini, HR Generalist

Tommaso Francini è HR Generalist di FAAC Technologies e co-founder del network di ChianHub.

Ci ha raccontato come utilizza l’ironia per affrontare le sfide professionali, il metodo per coordinare la formazione aziendale e i progetti della rete in Val di Chiana, tra cui il festival che si è svolto lo scorso giugno.

Alice: Ciao Tommaso, grazie per la disponibilità!

Abbiamo pensato a qualche domanda per conoscere meglio la tua professione di HR Generalist.

La gestione delle risorse umane ti ha sempre incuriosito o sei stato introdotto a questo ambito durante il tuo percorso di studi?


Tommaso: Ricordo esattamente il momento in cui ho deciso di voler imparare questa professione: era l’inverno del 2015 e il piano di studi del corso di Psicologia Sociale de La Sapienza di Roma prevedeva l’esame di Psicologia del Lavoro.

Scorrendo il manuale iniziai a leggere di cultura organizzativa, motivazione, competenze trasversali.

Se la ragione per cui avevo scelto quel corso di studi era una forte convinzione che solo con la collettività si potessero raggiungere grandi risultati, in quel momento sono riuscito ad affinare la mia idea di collettivo.

I gruppi che avevo in testa infatti erano organizzati e guidati da valori comuni: nella vita di tutti i giorni li chiamiamo aziende.

Alice: Confrontarsi con manager, dipendenti e nuove risorse richiede capacità di mediazione e di pensare fuori dagli schemi: quali sono le sfide e i successi quotidiani?


T: Per affrontare i momenti di difficoltà che questo lavoro ci presenta, capita con i colleghi di ricordarci ironicamente una frase che molto spesso viene detta all’inizio di una carriera da HR: “Voglio fare l’HR perché lavorerò con le persone”.

Uso quasi sempre l’ironia per affrontare anche i fallimenti più difficili da digerire, mi aiuta a vedere la soluzione, piuttosto che il problema.

In questo caso però ricorro a questa citazione perché mi ricorda che i momenti migliori e peggiori rientrano perfettamente nella mia motivazione iniziale.

La sfida più grande, infatti, sta sicuramente nella gestione della pluralità e della diversità delle persone, nel cercare ogni giorno di trovare un punto di vista comune per rincorrere gli stessi obiettivi.

Allo stesso tempo, le più belle soddisfazioni stanno nel contribuire alla creazione di un ambiente lavorativo che riesca a far sentire un collega soddisfatto e realizzato all’interno del proprio percorso personale e professionale.

FAAC fornisce soluzioni per l’automazione e il controllo degli accessi: cancelli automatici, porte automatiche e sistemi per la gestione dei parcheggi.

A: Come definiresti le tematiche sulle quali state puntando maggiormente in FAAC Technologies, in materia di sviluppo e formazione?


T: Nell’attuale mercato del lavoro l’offerta formativa è un asset fondamentale per essere competitivi.

Le persone hanno sempre più consapevolezza di quanto sia importante rimanere aggiornati, sia in termini di competenze, che di mindset, in un contesto che muta così rapidamente.

Anche per questo, una delle domande che riceviamo più frequentemente dai candidati riguarda proprio la formazione.

Le esigenze sono ben chiare: una formazione ad hoc (nessuno ha più voglia di ascoltare temi che non gli interessano o non gli sono utili), fatta di sessioni brevi e frequenti nel tempo, e con un taglio pratico.


Per questo in FAAC abbiamo suddiviso in due macro-filoni gli aspetti formativi: una formazione trasversale, seguita dall’HR, dove vengono affrontate le tematiche utili alle persone di tutti i department, e una tecnica, guidata dal business, che molto spesso si declina in formazione on the job o attività di mentorship.

Alice: Siamo molto curiosi di sapere di più sul network di Chianhub di cui sei co-founder.

Sappiamo che è una rete di professionisti radicata nella Val di Chiana, una meta turistica di riferimento grazie ai suoi paesaggi naturali e alla rilevanza storica.

Come si propone ChianHub rispetto ad imprese ed enti del territorio?


T: ChianHub, sin dalla sua nascita, ha approcciato il territorio cercando di ascoltare, di capire i bisogni delle persone, delle aziende e degli enti del territorio.
L’obiettivo è quello di creare un network che accolga tutti i professionisti della zona, così da poter supportare l’organizzazione sulla base dell’esigenza specifica.

Nei confronti delle istituzioni, per esempio, vogliamo creare una dinamica collaborativa per la quale Chianhub possa essere un bacino da dove attingere per la ricerca di una qualsiasi professionalità.

Il network di ChianHub si pone in una posizione nuova: non offriamo consulenze, nè servizi a pagamento di alcun tipo.

Cerchiamo di rendere consapevole il nostro territorio di ciò che serve per poter crescere e migliorare, sulla base dei feedback che i ChianHubber riportano dalle loro esperienze in giro per le aziende d’Italia e non solo.

A: Recentemente avete organizzato il festival Chiana Libera Tutti, raccontaci com’è andata!


T: CHIANALIBERATUTTI è stata un’esperienza favolosa.

Forse una delle più difficili alle quali abbia mai lavorato.

Siamo riusciti a creare tre giorni pieni di attività interessanti: un museo dove 14 artisti locali hanno esposto le loro opere; i talk dove tante realtà del territorio si sono potute raccontare, arrivando ad un pubblico nuovo; la musica, per tre giorni sono saliti sul palco band e artisti dalla provenienza territoriale e culturale totalmente diverse: dall’alternative rock all’avant-pop; dal blues alla tekno; la ristorazione, abbiamo proposto una rivisitazione dei menù che solitamente si trovano nelle nostre sagre e sembra essere andata molto bene.

Eravamo tutti alla nostra prima esperienza e non credevamo che organizzare un festival potesse essere così complesso.

Le variabili da tenere in considerazione e gli attori con i quali collaborare sono davvero molti.

Ma alla fine è stato un successo su tutta la linea.
Ne siamo usciti più uniti, più formati, consapevoli dei nostri mezzi e delle direzioni da prendere.

Abbiamo ricevuto il prezioso contributo di tantissime persone, senza i quali il festival non sarebbe esistito e ho scoperto ancora più da vicino due grandi amici, Marco Brogi e Giovanni Marchi, con i quali abbiamo passato così tante avventure in questi mesi, che abbiamo iniziato a chiamarci “fratello”.

Chianaliberatutti si è svolto dal 24 al 26 giugno: tre giorni di musica, cibo e cultura in Val di Chiana.

A: A quali progetti state lavorando per il futuro?


T: Dopo gli sforzi del festival ci siamo presi qualche giorno per recuperare e mettere in ordine le idee.

CHIANALIBERATUTTI ci ha lasciato delle chiare indicazioni per il futuro.
Infatti, rispetto a quando è nato ChianHub, in piena pandemia, adesso fare degli eventi fisici, in presenza, è di nuovo possibile e crediamo siano lo strumento migliore per allargare il network e rispondere fattivamente ai bisogni della comunità e delle aziende.
L’altro grande obiettivo di ChianHub per il prossimo futuro, infatti, è quello di intensificare le relazioni con le organizzazioni locali, attraverso il dialogo con le scuole e le aziende.

A: Grazie per la chiacchierata, speriamo di poter collaborare ancora 🙂

Buon lavoro, a presto!

FAAC Technologies

Chianhub

Intervista a cura di Alice Breda, Area Marketing e Comunicazione del Team Edulavoro.

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